CREPE

VOLTA UN UNICO TASSELLO, QUELLO CHE TI CHIAMA.
OSSERVA BENE.

L’oracolo delle crepe propone suggestioni mirate attraverso dettagli quasi invisibili del tessuto urbano ed una raccolta di favole archetipiche.
Non offre una risposta ma uno stimolo in grado di mettere in moto un processo creativo e ispirazionale.

Durante il laboratorio EX.PLORA abbiamo rilevato le “rughe” di Piazza del Mercato, segni del tempo che a ben vedere ci parlano del passato e lasciano intuire il futuro di una persona così come di un luogo.
Le abbiamo riportate fedelmente su carta e congiunte tra loro a creare una nuova storia, una delle tante possibili.
In una seconda esplorazione, bambini e adulti insieme, abbiamo fotografato dei dettagli presenti nella piazza: visioni che raccontano un modo di essere, percettibili solo a chi guarda attentamente, solo a chi si azzarda a camminare lentamente in questa zona abbandonata della città.
Ad ogni dettaglio abbiamo abbinato una fiaba. Il linguaggio semplice della fiaba è accessibile a tutti i livelli e con molteplici gradi di approfondimento: le fiabe che abbiamo raccolto parlano dell’essere umano e al profondo di ognuno e possono aprire porte per facilitare il processo di crescita e cambiamento. Lo stesso cambiamento che in molti si augurano per questa zona della città.
L’essere umano, il cittadino, e la città che abita sono intimamente collegati.

NB: L’esperienza è ottimizzata per schermi pari o superiori ai 13′
È ora di mettere insieme I pezzi: tira le somme con razionalità.
Dedica la vita intera all'arte della pittura. Dopo aver concluso i suoi più grandi lavori, li porta in giardino e si siede per guardarli bruciare. Il suo discepolo, disperato, gli chiede spiegazioni. Lui risponde: «L'arte d'appiccare il fuoco è importante al pari delle altre arti».
Prova e divertiti. Qualcosa verrà fuori
Attende davanti a una porta chiusa. II piede batte a terra carico d'impazienza. Lui sa che la serratura scatterà prima o poi. Qualsiasi mondo gli si aprirà di fronte, è pronto. Che sia di luce o d'ombra, è pronto a sorridere. È pronto a varcare l'uscio e correre forte come il vento.
Non porti troppe domande. Inizia a fare.
Dopo mesi di indecisione, una mattina annuncia al figlio: «Oggi costruiremo la casa!». Salgono la collina con tutto il necessario per iniziare i lavori. Il padre con grande cura sistema sull'erba un singolo mattone. Poi fa per andarsene, ma il figlio lo ferma: «Tutto qua?». E il padre risponde: «Quella è la parte fondamentale: dopo il primo gli altri seguiranno».
Scegli come piace a te, altrimenti non farlo.
Una mattina lascia cadere la borsa a terra e inizia a correre. Abbandona la casa, il lavoro, gli amici. Sulla strada si trasforma in cavallo e continua a galoppare, quindi in saetta e sfreccia nell'aria. Il suo cuore, semplicemente, batte troppo forte perché lui possa fermarsi. Non sta scappando: sta solo tornando a se stesso.
Spiega il problema ad alta voce, come se dovessi raccontarlo a un bambino.
Chiede il perché delle radici degli alberi, chiede il come delle foglie e del sole, chiede il quando della terra. Pieno di meraviglia per quanto ha intorno, la sua gioia sta nell’imparare cose nuove. Sarà un uomo felice, poiché il mondo è più vasto di quanto lui possa immaginare.
Risolvi per primi i problemi più evidenti.
Un possente felino con tanto di manto regale. Governa un regno privo di ribelli. Corre libero nella foresta senza mai sporcarsi di fango. Sulle zampe posteriori pronuncia discorsi senza mai ruggire. Una bestia assolutamente umana, un uomo incredibilmente bestiale.
Cementa quel che c'è già. Non pensare ad altro.
Vengono a prendere la poltrona e lui senza batter ciglio si siede per terra. Vengono a prendere la casa e lui, sempre senza batter ciglio, si siede nell'erba del giardino. Vengono a prendere la terra su cui poggia e lui con tranquillità si abbandona al vuoto. Resta sospeso nel nulla, incurante, in un sogno senza fine, perché nessuno verrà a prendersi il cielo in cui è immerso.
Scrivi le scuse che stai adottando. Poi rimetti in moto.
Una notte la neve cade a grandi fiocchi. Cancella dalle strade tutte le tracce del suo passaggio, copre ogni memoria. Quando si affaccia alla finestra vede una città nuova oltre il vetro. Anche lei si sente pronta a ricominciare.
Devi metterci più entusiasmo.
Nel vederla il suo cuore palpita con moderazione. Con la stessa moderazione la bacia. Pure quando le chiede di costruire una famiglia, lo fa con moderazione. C'è in questa mancanza dì eccesso un conforto che lo rende fiducioso. Trascorrono l'intera vita ad amarsi con moderazione e, in punto di morte, se ne vanno in silenzio.
Elenca gli elementi che hai già a disposizione.
l giovani del suo paese non fanno altro che sognare le case della città vicina, coni loro orti rigogliosi, gli alberi carichi di frutta e le mura sgargianti. Passano la loro giornata parlandone con invidia. Lui, invece, trascorre la giornata lavorando: pianta gli ortaggi, annaffia il giardino, ridipinge le mura. Fino a che la sua casa diventa splendida come quelle della città vicina.
Lavora sul concetto di base.
Inizia elencando i propri bisogni primari: dormire, mangiare, cacare. Quindi lavora per procurarsi un giaciglio, del cibo e un bagno. Solo allora dorme, mangia e caca con spensieratezza. Non si sente più vacillare, è finalmente pronto alla vita. È felice di essere uomo.
Ritorna all’inizio.
A qualcuno racconta che diventerà il pilota più bravo del mondo; ad altri che farà il re dei pirati; ad altri ancora dice che sarà un genio della musica. È soddisfatto dei suoi volubili propositi. Perché sono tutti veri e nessuno può contraddirlo. Perché lui è un bambino, con i sogni di mille esistenze possibili ancora negli occhi.
Prendi il vuoto che ti serve.
Accanto ai tavoli da gioco cammina, assorta nei suoi pensieri, incurante. E con la stessa noncuranza cammina tra le stanze dei bordelli e lungo le strade di malaffare, giovane e pura, con occhi velati da una dimensione celeste. Ella cammina, come una stella nel cielo notturno.
Segui gli istinti: abbandona l'etica, ruba, sii diabolico.
Ha un appetito coinvolgente: azzanna un albero e quello matura frutti, addenta una donna e quella geme di piacere. Quindi inizia a mordersi, ad assaporarsi, a gustarsi. Mangia prima una mano, poi un piede, l'intera gamba, a grandi bocconi finanche il torace, le guance, gli occhi e la bocca stessa. Resta solo l'ombra di un sorriso soddisfatto che fluttua leggera a mezz’aria.
Fidati dell'irrazionale: devi sentire, non vedere.
Con occhi chiusi scende l'oscura scala a chiocciola. Gradino dopo gradino, avverte modifiche nell'aspetto. Prima si restringe e gattona in formo di bambina, quindi il viso s'allunga e peli crescono lungo il corpo. Continua a scendere, in tale natura di bestia, nel buio, e ode del desiderio i gemiti, della speranza il bruciore, del terrore le scintille. E continua a scendere, nell'oscuro abisso di un sogno che racchiude tutti gli altri sogni.
Elenca gli aspetti meno chiari.
Passeggia avanti e indietro, assorto nei pensieri. Nessuno comprende quel suo fare: lo credono poeta in cerca d'ispirazione. Invece non scrive una sola parola, ma torna a casa felice ogni giorno poiché gli pare d'aver raccolto, tra un pensiero e l'altro, una nuova parte di se stesso.
Ribalta tutto: guarda da un'altra prospettiva.
Nelle zone di pace cammina diritto, gioendo del sole benigno con larghi sorrisi. Nelle zone di guerra cammina a rovescio, in bilico sulle mani per vedere le bombe salire verso l'alto ed esplodere in fuochi d'artificio. Così, tra zampilli di fuoco e terra, mantiene il suo sorriso.
Senti come farebbe un bambino.
Arrivato all'età di novant'anni, decide di innamorarsi nuovamente. Sceglie una ragazza che ancora frequenta la scuola. Vuole sentire le farfalle nella pancia, tornare a essere poeta e pazzo. Vuole essere infantile ancora una volta: rincorrere i piccioni nel parco e sorridere per la marmellata di ciliegie.
Non perderti: mantieni il controllo.
Salire la scalinata verso la cima del mondo. Impiega tutta la sua vita in questa impresa e procede, scalino dopo scalino, senza mai cedere di un passo. Quando raggiunge la vetta è vecchio, perfetto e stanco. Troppo stanco per ridiscendere la lunga scalinata. Perciò si siede sull'ultimo gradino e lì resta, dominando con l'anziano sguardo tutto e tutti.
Descrivi ad alta voce come sarebbe la versione perfetta. Idealizza.
In un villaggio di campagna sta la statua di una bellissima principessa. Tutti sono innamorati di quell'immagine: dicono fosse il volto della sposa perfetta. Così vi si recano con fiori e poesie per renderle omaggio. E giorno dopo giorno, alimentata dal loro affetto la statua si fa sempre più bella.
Trasforma i difetti in pregi.
Il dolore la rende infelice: le impedisce di dormire, sorridere, vivere. Così lo fa sgocciolare fuori da sé, lo distilla, ne forma un fluido di colore scuro che chiude in un'ampolla. Dopo averne rimirato le gravi sfumature, ne beve piccoli sorsi. Quel veleno ha un sapore buono: profuma dì lei. Boccone dopo boccone, l'aiuta ad assopirsi serena.
Sii spontaneo, senza paura.
Quando lei ride, i fiori nei prati si colorano e viene la primavera. Quando lei ride, bambini nascono sulla scia dei suoi passi. Quando lei ride, i poeti esultano per l'ispirazione appena giunta, gli ubriachi sollevano i boccali nuovamente pieni e pure i ladri celebrano la fuga ben riuscita. Quand'anche le si contesti l'effetto della sua risata portentoso, lei semplicemente ride.
Devi cambiare la forma.
Dà un ultimo sguardo alla città dietro di sé: immagini riemergono dai ricordi. Si vede bambino mano nella mano con la madre, quindi adolescente sotto la quercia dare il primo bacio, sotto il peso della borsa degli attrezzi recarsi a lavoro, attendere innamorato a riparo di un portone, parlare con amici sui gradini della chiesa. Quando trova la forza di voltarsi, ogni cosa si sgretola: anche il suo volto pare trasfigurato.
Scrivi tutte le idee che ti vengono in mente. Non ti fermare.
Non vuole rivelarle i propri sentimenti. Si stringe le mani sulla bocca pur di mantenere il segreto. Quando lei parte per un luogo lontano, lui non regge oltre. Il grido d'amore gli spezza le dita e lo può udire tutta la città.
Non scendere a compromessi.
La trova nel mezzo del nulla, distesa a terra, sporca e coperta di graffi come un animale selvatico. Prova a chiederle il nome, ma lei non sa parlare. Allora le sorride, la solleva con gentilezza e si allontana portandola con sé. Lei lascia fare, perché il sorriso di lui è bello e rassicurante, le braccia forti, il petto caldo.
Sai già come andrà a finire.
Prende il volo e sale nel cielo, con le sue ali fatte di piume e colla. Si solleva, scala nuvole e correnti, fino a che giunge a un palmo dal sole. Qui la colla si scioglie, le ali si sfaldano. Ma lui sorride con tranquillità poiché sa d'aver raggiunto l'apice. E tutto quel che sale deve, prima o poi, discendere.
Fai quello che ti riesce meglio.
Accade una mattina. II vento agita il caffè che tiene fra le mani, formando spirali in superficie, come le foglie di un autunno lontano. Spazio e tempo cessano di esistere. Lei passeggia dì nuovo lungo il viale alberato, e bambina corre in collina, e donna contempla il cielo mentre lui si avvicina. Ritrova se stessa quella mattina, perché vede le nuvole dentro al bicchiere.
Fai uno schema. Analizza razionalmente.
Possiede una spada invincibile. Quando la riconoscono, nessuno osa sfidarlo, perché quella è una spada invincibile. Solo lui sa la verità: la spada è invincibile poiché non ha mai dovuto usarla.
Cerca la soluzione più ragionevole.
Se pensa di fare una cosa, si adopera immediatamente. Non perde tempo in spiegazioni. Accorcia lo spazio tra Idea e Azione, vivendo in bilico tra fantasia e realtà.
Dì la verità. Se necessario, smantella tutto.
Mentre la terra divampa, lui pure esplode. Con le braccia aperte e il viso rivolto verso il cielo, grida di fuori quel che sempre ha tenuto nascosto. I vestiti prendono fuoco, così i capelli, ma lui non si accorge dell'incendio che ruggisce intorno. Infine, spoglio di ogni cosa, cammina libero su un terreno nuovo, ancora coperto di cenere.

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Intervento promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e  rigenerazione  Urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.